E-Book? No, grazie.

Negli ultimi anni si sta diffondendo in modo piuttosto massiccio la tendenza a sostituire i libri cartacei con quelli digitali.
Certamente si tratta di un modo molto pratico di concepire la lettura, un unico dispositivo nel quale condensare scaffali e scaffali di libri.
Quando parlando con qualcuno comunico di non aver mai letto in digitale (se non per consultare testi per lo studio) mi sento come una donna della preistoria capitata all’improvviso in questa epoca e talvolta il commento che mi sento fare è “Beh, si vede che tu non leggi molto…”.
Questa affermazione mi fa a tratti sorridere e a tratti riflettere. Mi ritengo una discreta lettrice, con i miei 30-40 libri per anno, per cui mi sono in effetti chiesta cosa mi tenga così lontana da questa avanguardistica pratica di lettura. Perchè mi rifiuto di leggere in digitale? I motivi sono sostanzialmente tre…

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Intanto non vedo alcun vantaggio economico. Gli E-book costano e non lasciano nulla in mano. Comprando un libro digitale non comprate il libro, ma la licenza di leggerlo. Tutto ciò che avete è un file che, una volta rotto il dispositivo, sarà inutilizzabile. Per risparmiare meglio affidarsi ai negozi e mercatini dell’usato, dove spesso si trovano splendide edizioni a pochi euro, molto più economiche dell’equivalente E-book. E poi c’è sempre la biblioteca, che risolve anche il problema dello spazio in cui riporre i libri a casa.

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In secondo luogo io amo l'”oggetto libro”. L’E-reader rende ogni libro uguale. A me piace la differente consistenza dei libri, il mattone e il pocket, la copertina rigida o l’edizione in brossura, le pagine ingiallite dal tempo, la carta lucida e quella riciclata, la copertina rovinata con la macchia di caffè, il ricordo del tale libro in vacanza… Mi piace vedere il segnalibro che scorre, come un viaggio, mi piace guardare la mia libreria e tutti i mattoncini che la costituiscono e che sono parte della mia formazione e dei miei ricordi… L’odore della carta…

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Infine non posso fare a meno di pensare alla trasmissione dei libri. Sono cresciuta in mezzo ai libri dei miei genitori e dei miei nonni, è bello scovare in qualche angolo di casa un libro dimenticato nel quale trovare annotazioni di chi l’ha letto prima di te. E’ bello pensare che i miei libri saranno un’eredità fondamentale per mio figlio ed un modo per farmi conoscere meglio dalle generazioni future della mia famiglia. Che senso ha “possedere” migliaia di titoli in un dispositivo e non lasciarne traccia per chi verrà dopo? Lo trovo un modo un po’ egoistico di concepire la lettura… I libri sono parte della storia di una famiglia e le biblioteche di famiglia vanno preservate, salvate dall’estinzione! Non trovo nulla di più triste di una libreria vuota. E se un testo non ti piace? Pazienza, lo puoi rivendere, scambiarlo al bookcrossing o tenerlo per qualche nipotino che magari un giorno lo apprezzerà…

I dispositivi vanno, la carta resta.

Comments
  1. Federica | Rispondi
    • Paola Siragna | Rispondi
  2. rosanna | Rispondi
    • Paola Siragna | Rispondi

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