Sanremo è Sanremo!


Oggi ho ricevuto “La chiamata”. Non quella dall’ Altissimo, come ci si potrebbe aspettare, essendo in clima natalizio, ma la chiamata che aspettavo da circa, mhmm vediamo…10 mesi?
Già perchè da 2 anni a questa parte, a dicembre inizia il “toto-Sanremo”, che se per tutta Italia riguarda chi saranno i concorrenti, gli ospiti ecc, per me riguarda la mia presenza o meno nell’ orchestra.
Ebbene sì, ogni artista, o presunto tale, ha fin da bambino un sogno nel cassetto, spesso inconfessabile, che spera in cuor suo di poter realizzare. Il mio sogno era quello di suonare nell’orchestra del Festival di Sanremo almeno una volta nella vita e ce l’ho fatta, per ben due anni consecutivi. Ma da un anno all’altro non vi è nessuna certezza che il miracolo si riproponga, per cui circa a metà novembre ci si inizia a chiedere “Ci sarò? Non ci sarò?”, con scambio di sms fra colleghe altrettanto ansiose…

Ebbene, per Sanremo 2011 sarò ancora in orchestra. Sarà il mio terzo Festival.

Lo so, lo so, ormai Sanremo è trito e ritrito, le puntate sono infinite, i cantanti sono sempre gli stessi…ma che ci posso fare? Da bambina andavo ad aspettare i vip fuori dall’ Ariston, come potrei lasciarmi sfuggire l’occasione di vedere la folla dei fans dall’altra parte del vetro?

Ora, il Festival di Sanremo è certamente un’esperienza bellissima, ma presenta alcuni aspetti che getterebbero nel panico la più sicura delle professioniste della musica. Aspetti che nulla hanno a che vedere con le canzoni.
Soprattutto per le donne, Sanremo è la prova del nove dell’autostima. La concorrenza è spietata e, tra vallette, cantanti, ospiti, la tentazione di fuggire è forte e bisogna fare appello a tutti i complimenti che avete ricevuto negli ultimi 10 anni di vita per sopravvivere.

Dunque, intanto bisogna precisare che per gli orchestrali l’avventura sanremese inizia un mese prima, con le prove a Roma. Poi ci si sposta a Sanremo per altre 3 settimane. Essere ogni singolo giorno non solo “presentabile” ma “telegenica” è praticamente impossibile, anche perchè la giornata inizia al mattino per terminare a sera inoltrata e dopo 10 ore di prove neanche Britney Spears sarebbe tanto diversa da noi!
Le cantanti o le ospiti si presentano belle riposate alle prove, con look sgargianti ed alternativi, cantano e se ne vanno lasciando dietro di sè un alone di mistero e fascino. Noi già dopo mezza giornata di prove l’unico alone che lasciamo è quello del sudore sulla maglietta…

Per quel che mi riguarda, il primo problema è dato dal fatto che la convocazione arriva sotto Natale o, ancora peggio, a feste appena trascorse, quando il mio fisico è un misto di brufoli da panettone e kili di troppo, impossibili da eliminare prima del fatidico primo giorno di prove. Di solito ci si riduce a goffi tentativi di dieta l’ultima settimana prima dell’inizio delle prove, tentativo che spesso si rivela fallimentare… Di solito si cerca di rimediare con un taglio di capelli alla moda e supersexy, o almeno tale lo si crede…

Al di là di ciò, inutile dire che il Festival è un’esperienza unica. Conoscere le canzoni un mese prima e già provare ad immaginare chi vincerà dà un senso di onnipotenza inspiegabile. Su di noi vige il divieto tassativo di canticchiare le canzoni in giro o parlarne per telefono, manco fossimo depositari del quarto segreto di Fatima!
Il Festival ti fa vivere per un mese nello scintillante mondo delle star, di vedere cosa accade dietro le quinte dell’evento italiano dell’anno. Entrare all’Ariston e vedere in anteprima la scenografia è davvero bello ed emozionante e vedere nascere il Festival a poco a poco ti fa affezionare a tutti, presentatori, cantanti, tecnici…oltre, naturalmente, ai colleghi con cui si condividono gioie e dolori per un mese, 24 ore su 24!

E poi…le 5 serate… Ricorderò sempre l’emozione della prima volta che ho sentito partire la sigla dell’Eurovisione, poi la scritta sul monitor “In diretta dal Teatro Ariston di Sanremo” e poi…noi! Cavolo, siamo in tv!

E’ un tour de force, gli orari sono impossibili e la tesione che si respira è palpabile…eppure c’è qualcosa di magico in tutto, anche nella città dei fiori che si trasforma in capitale d’Italia per soli 5 giorni, tutta addobbata e piena di gente…

Quando l’esperienza finisce e si torna a casa, il senso di vuoto è enorme, ci vogliono almeno due settimane per riprendersi e tornare alla vita “normale”…
E comincia già a sperare che l’anno dopo si venga richiamati…
Quest’anno è successo, aspettatevi quindi post “festivalieri” nei prossimi mesi!

ps: considerando che quest’anno le vallette saranno Belen ed Elisabetta Canalis, direi che sarà meglio stare alla larga dai panettoni fin da subito, sigh…

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